Qual è il valore dell’uva da vino?

Protesta dei viticoltori francesi contro l’importazione del vino spagnolo nel 2016

L’uva da vino, come tutti i prodotti agricoli, ha un prezzo molto variabile in funzione della legge domanda/offerta

Valore del vino tra 0,4 e 0,5 €/L

i mille mercati

Il mondo del vino è costituito da due principali mercati, che corrono paralleli: quello del vino sfuso e quello delle bottiglie. Il primo è popolato da operatori professionali che acquistano il vino dopo averlo assaggiato in partite dal costo cospicuo, abitualmente superiore a diecimila euro. Nel secondo il mercato arriva al cliente finale, che decreta il successo economico di una nicchia, che per lui è convincente e appagante. Nella realtà i due mercati sono frammentati al loro interno in base alle DOC, IGT, che in Italia sono più di 400, e ad esse si sommano anche le specifiche d’etichetta (es classico, superiore, monovitigno etc). Ognuna spunta sul mercato un prezzo minimo proprio.

domanda e offerta

In agricoltura la legge della domanda e dell’offerta è applicata in modo sistematico e dinamico. In anni di abbondanza produttiva i prezzi scendono ai minimi, fino a stimolare l’espianto del vigneto. Quando il vino ha richieste superiori alle disponibilità l’incremento del prezzo unitario può essere vertiginoso. Come vedremo, i vari operatori del mercato hanno messo a punto delle molle economiche, che evitino situazioni drammatiche. Difficile dire però quanto possano salvaguardare il lavoro di chi opera nella filiera viticola.

Il prezzo minimo

La quantità globale di vino consumato è in costante diminuzione e molti produttori viticoli si sono ritrovati ad avere ricavi inferiori alle spese. Per questo motivo i tre grandi Paesi produttori (Itaia, Francia, Spagna) osservano, impotenti, un lento e silenzioso espianto viticolo. Uniche eccezioni significative l’area Prosecco e, forse, la Rioja. Nonostante ciò i prezzi rimangono allineati ai minimi. Per stimare il prezzo minimo di vendita del vino sfuso bisognerebbe stimare il costo di gestione di un vigneto. Per quanto ci si metta impegno, il calcolo è piuttosto virtuale, dato che le valutazioni di alcuni parametri sono opinabili, ad esempio: ammortamento dell’impianto, manutenzione ordinaria, rivalutazione fondiaria, sovvenzioni al comparto agricolo e viticolo.

per i vini bianchi

Secondo ismea mercati i vini bianchi comuni fra 12 e 13%vol nella settimana del 2 settembre spuntavano un prezzo di 3,35 ettolitro-grado. Premesso che il prezzo a grado è ormai riservato solo ai diluitori, stimando una resa vino/uva del 75% arriviamo ad un prezzo di 31€/q.le d’uva o 40€/hL di vino. Il reddito generato da un ettaro di vigneto sarebbe di 6.200€ per vigneti non forzati che producono 200 q.li ad ettaro e 12.400€ per vigneti di pianura che sostengono i 400q.li/ha. In realtà i primi possono forse spuntare qualcosa in più del prezzo medio, i secondi si accontentano anche di un 20% in meno, portando la cifra d’affari generata intorno a 10 mila €/ha.

per i vini rossi

Per i vini rossi i calcoli sono leggermente diversi, dato che le produzioni non possono essere spinte oltre i limiti, pena fare acqua sporca. Secondo ismea il prezzo medio era di 50€/hL, che per un vigneto che produce 230q.li comporta un’entrata di 8.700€. Sono sostenibili?

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