Quale prezzo hanno le uve per i vini DOC?

Non sempre uno scaffale fa apprezzare l’unicità di un vino

Non tutte le Denominazioni di Origine Controllata portano a redditi agricoli più elevati di quelli che si ottengono con i vini da tavola

Valore del vino tra 0,5 e 2,0 €/L

DOC e valore dei vigneti

Ogni DOC, IGT e sottospecifica hanno un proprio valore di mercato indipendente dal prezzo generale, ma sempre soggetto alle leggi della domanda e dell’offerta. Ovviamente affinché un mercato sia reale ci devono essere degli operatori che acquistano. Solo una cinquantina di DOC italiane sono appetibili, le altre sono riserve feudali. Il destino di una doc si gioca nella testa dei proprietari terrieri che vorrebbero valorizzare le proprie proprietà vendendo in abbondanza in un mercato ristretto e tutelato.

DOC con mercato delle uve

Nella maggior parte delle DOC non esiste un mercato del vino ma semmai un commercio dell’uva. I prezzi vengono stabiliti da operatori locali che si conoscono e sanno quali sono i viticoltori più abili. Il valore per quintale d’uva risente notevolmente della variabilità della produzione annuale. Ipotizzando una media produttiva inter annata di 100q.li/ha, ci sono anni in cui la produzione è superiore del 30% ed altri in cui si ha una percentuale inferiore della stessa quantità. Questo porta a variazioni enormi, da 70 a 130 q.li/ha. Riprendere l’argomento più avanti.

Le DOC con mercato del vino

La cinquantina di DOC che hanno mercato spuntano prezzi medi molto diversi tra loro, classificabili in base alla richiesta. Molte doc di vini bianchi del Lazio e i lambruschi d’Emilia spuntano prezzi lievemente superiori a quelli del vino da tavola. Gli emiliani sono piuttosto tipicizzati, non utilizzabili in vini base di imbottigliatori fuori regione. Nel Lazio la catena produzione/consumo è molto corta, ma l’acquirente apprezza la DOC come vino base “beverino”.

Le DOC leader nella grande distribuzione

Il Montepulciano d’Abruzzo, che viene commercializzato in abbondanza, ha un prezzo di 68€/hL. Appena sopra il Sangiovese di Romagna a 75€/hL o il Grave del Friuli Merlot a 80€/hL. In questo comparto che possiamo definire dei vini rossi noti al consumatore rientrano anche due IGT importanti: il Sangiovese di Toscana, 78€; il Merlot del Veneto, 63€. Questi vini, leader di GDO, sono fra loro legati. L’aumento del prezzo al consumo di uno di essi indirizza l’acquirente verso un’altra DOC più a buon mercato. Nella GDO dei vini bianchi campeggiano il Trebbiano IGT d’Emilia a 50€/hL e lo Chardonnay IGT Veneto a 69€/hL. Orvieto, Solopaca e Soave si tengono sugli 80€/hL. Frascati e Friulano delle Grave sono poco sopra, a circa 90€/hL.

Le DOC riconoscibili

Esistono dei vini DOC distribuiti in GDO, che si sono guadagnati uno spazio identitario e riescono a spuntare prezzi leggermente più elevati. Fra di essi si possono ricordare: Cabernet Grave, Alcamo, Bardolino, Chianti, Valpolicella. In mercati più locali: Cirò, Merlot Trentino, Arneis Roero, Lago di Caldaro, Dolcetto e Barbera d’Alba, Teroldego Rotaliano. Molto tipicizzati il Prosecco e il Marsala. Attualmente sono collocati fra i 100 e i 200€/hL, con un valore specifico per ognuno di essi.

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