Qual è il vino rosso sfuso più caro d’Italia?

barolo docg
Barolo – Langhe. Foto da andreacconcia.it

Per storia antica e recente ci sono 5 denominazioni di vini rossi DOCG, oltre al Brunello di Montalcino, a cui il mercato riconosce un valore elevato.

Valore del vino 2 a 9 €/L

Brunello di Montalcino DOCG

Secondo i dati ufficiali del mercato non c’è dubbio che il Brunello di Montalcino DOCG sia il vino sfuso più caro d’Italia, con un prezzo al litro di 9,05€, poco meno di 7€ per bottiglia. La sua valorizzazione, certamente dovuta ad alte richieste rispetto all’offerta potenziale, è più che doppia di quella di tutti gli altri vini quotati. In Montalcino, a differenza di altre zone, hanno lanciato e sostenuto delle DOC alternative, che limitano indirettamente la produzione del vino più prestigioso. Il Rosso di Montalcino è ottenuto da uve Sangiovese, ma con rese maggiori, e il Sant’Antimo ha una diversa base ampelografica. Col suo limite produttivo di 54,4 hL/ha il Brunello di Montalcino genera ricavi lordi per 49.200 € ad ettaro.

Amarone della Valpolicella DOCG

L’Amarone della Valpolicella e il Barolo non hanno quotazioni recenti. Il primo viene tradizionalmente scambiato ad un a valore superiore a 8€/L, però la particolarità di quest’anno, con un mercato fortemente rallentato dal COVID, potrebbe sgonfiare le vele di questa DOCG, che ha discrete riserve di annate precedenti. Un tipico caso di euforia eccessiva rispetto alla ricettività di mercato. L’Amarone si ottiene da uve passite e perciò ha una resa ad ettaro bassa 48hL/ha, che genera una ricchezza lorda superiore a 38.400 €/ha

Barolo DOCG e Barbaresco DOCG

I barolisti preferiscono tradizionalmente comprare le uve e fare il vino nella propria Cantina, perciò il mercato del vino sfuso non ha quotazione ufficiale. Gli scambi ufficiosi avvengono a valutazioni che s’aggiravano fra 8 e 10 euro al litro. Dal 2014 il Barolo ha impattato in squilibri di mercato e il prezzo a litro è sceso fino a 4€/L per poi entrare in un periodo di forte alternanza. Le rese del Barolo portano ad un valore complessivo fra 22.000 e 54.000 € ad ettaro. Il Barbaresco ha una quotazione di 3,8€ al litro, che lo rende il secondo vino più caro del mercato ufficiale. Il valore generato per un ettaro di vigna con la resa massima di 56 hL/ha è di 21.280 € ad ettaro. Nelle stesse superfici di produzione del Barolo e del Barbaresco è possibile produrre anche Nebbiolo d’Alba Rosso, che è perciò una DOCG di ricaduta. Questo vino con l’11% in più di resa ammessa, ha una valorizzazione ufficiale di 2€/L e genera un giro d’affari di 12.600€/ha.

Chianti Classico DOCG, Bolgheri DOC

Il Chianti classico è un vino DOCG con un prezzo altalenante, dato che soddisfa un mercato internazionale ampio ma non sempre stabile. Attualmente ha un valore medio di 252,5€/hL che, con la sua resa massima di 52,5 hL ad ettaro, consente un ricavo di 13.200 €/ha. La zona di Bolgheri ha vini rinomati internazionalmente, con un’immagine che gli permetterebbe di camminare anche senza una DOC che tuteli il nome collettivo. Le differenze ampelografiche e qualitative dei vini impediscono di calcolare una media credibile dato che nella stessa annata si possono spuntare prezzi di 5 o 2 €/L.

Etna Rosso e Rosato DOCG

E’ una DOCG in ascesa che prevede svariate tipologie di vino. L’interesse commerciale è rivolto quasi esclusivamente al vino rosso, che ha un prezzo di mercato di 2€/L. Considerando la resa massima ad ettaro di 90q.li e la trasformazione dell’uva in vino al 70% si può calcolare una valorizzazione per ettaro di 12.600 €.

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